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Reputazione personale – il tono di voce

Quando capita un incidente di percorso, qualcosa che non puoi proprio evitare, come reagisci:

L’istinto dell’ariete si impossessa di te, prendi la situazione a testate fino a non poterne più, e avanti il prossimo?

Vince la flessibilità del bambù, che non sapevi neanche di avere, e con la flemma di un monaco zen, riesci arginare i danni e superare il momento, perché così doveva essere?

La prima, la seconda… una combinazione di esse!

Nessuna delle due?

Dipende…?!

Vi ho scritto in precedenza della necessità di creare un progetto personale per tutelare la propria immagine, fare delle scelte basate sulla conoscenza dei propri punti di forza e debolezza e di essere coerenti con propri valori. Una delle tante attività da svolgere quando si vuole fare “marketing management di se stesse/i” è conoscere la propria concorrenza. Noi, per esempio, leggiamo i blog di altre persone non solo per informarci o trovare nuove ricette, prestiamo particolare attenzione anche alle tendenze dei diversi mezzi.gestione-crisi

E qui mi allaccio al discorso della reputazione, spostandomi più ancora verso il mondo digitale, perché il passo determinante sulla consapevolezza di quanto sia importante gestire la propria reputazione l’ho fatto quando ho iniziato ad interessarmi di digital marketing. 

Studiando per cambiare specializzazione professionale, diverse esperienze personali che avevo trattato in seduta terapeutica hanno assunto una connotazione diversa. Per esempio, l’immagine che i colleghi di lavoro avevano di me che non coincideva con ciò che credevo di passare loro.

Nell’ultima riunione per valutare modifiche sul progetto del nostro blog, abbiamo discusso di diversi punti. La chiave di svolta è stato un blog che ci piace molto. Pur avendo formazioni professionali completamente diverse (una psicologa/formatrice affermata <-> l’altra in vena di cambiare tutto), siamo entrambe d’accordo che il contenuto del testo è azzeccatissimo (scusate il superlativo, però merita davvero).

Ad un certo punto della riunione ci siamo rese conto che avevamo smesso di apprezzare il contenuto stesso e stavamo invece valutando quanto associarci a quel tipo di immagine che l’autrice del blog in questione passa al suo pubblico avrebbe potuto “danneggiare” il nostro profilo professionale.

Questa riflessione è stata necessaria in quanto dobbiamo confrontarci anche su questo tipo di scelta quando vogliamo creare una strategia di marketing. 

Dove starebbe l’inghippo?

comunicazione

La forma, lo stile, il modo di comunicare, il cosiddetto “tono di voce“.

Il mondo digitale è affollato, rumoroso, veloce e impietoso. Tutto ciò che condividiamo può essere giudicato e probabilmente anche etichettato da chiunque ne abbia accesso. Se una persona porta gli occhiali rosa, magari fa passare anche qualche riga un pò sgarbata; un’altra, invece dell’ironia, legge aggressività o chissà cosa. E le emozioni contano tanto.

Ecco a cosa serve un progetto con una precisa strategia per la gestione del proprio profilo.

Lasciare al caso, all’umore del momento, alle reazioni puramente istintive la scelta dei contributi che diamo al mondo digitale può arrecare danni più o meno gravi alla nostra reputazione(*). Per alcuni è costato il posto di lavoro…

Tra la serie di domande che vi ho suggerito di porvi nei post precedenti, aggiungo anche questa: “fino a che punto voglio spingermi?”.

Non importa che tipo di scelta facciate, essa dev’essere ponderata. La consapevolezza che ogni scelta porta con sé delle conseguenze vi serve per creare il vostro piano di gestione della crisi, perché prima o poi ce ne capiterà una da gestire.

AleBravi

(*)Per illustrare questo punto vi suggerisco di leggere due articoli, personalmente penso siano entrambi eccellenti nel contenuto e nello stile.  Francesco Ambrosino e Jacopo Paoletti trattano lo stesso argomento con due toni di voce diversi, e ci portano ad avere reazioni istintive (e/o emozionali) nei confronti degli autori stessi, che possono essere determinanti nella scelta di continuare a leggere altri articoli di quell’autore indipendentemente dalla qualità del suo contenuto.

La crisi in questo caso (Italo – la promozione per il viaggio a Roma)  non sarebbe avvenuta con scelte di marketing diverse a monte, però gli incidenti di percorso capitano a tutti, anche alle grandi aziende e ai brand affermati. Lascio a voi le riflessioni.

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2 pensieri riguardo “Reputazione personale – il tono di voce”

  1. Buongiorno interessanti spunti di riflessioni e letture, posso affermare che la mia modalità di affrontare le situazioni è cambiata crescendo. A 17 anni con la voce di pancia ho mandato all’aria un intero anno scolastico e quindi la bocciatura per avere ragione e godere di gloria tra i compagni, a 44 anni la scelta ponderata di oltre un anno di terminare un contratto di lavoro a tempo indeterminato per poter continuare l’attività di orientamento. Direi che ho iniziato ad equilibrare testa e pancia e ad essere più diplomatica!

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    1. Ciao Barbara,
      grazie per il tuo commento. La cosa più importante da tenere in considerazione (sempre) è che i nostri comportamenti sono riflesso di ciò che siamo e delle nostre scelte. Più siamo consapevoli, maggiore la nostra possibilità di essere coerenti, di conseguenza, minore la possibilità di farci del male da sole/i. Un abbraccio

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